Acquerello 40x50, 2010,
Angelo Pagano
emozioni ed esperienze del paesaggio vissuto
La stagione dell'essenziale
Il mondo della vita si risolve in un mondo di essenze, di ricerca della verità. I tratti in punta di pennello non sono istruzioni, neppure meri dati, informazioni, ma una visione di forme che si affacciano oltre il velo dell’ovvietà. Il senso autentico delle cose si ricompone, prende forma, la vita è vissuta nell’essenziale. (Andopa)
Il mondo della vita si risolve in un mondo di essenze, di ricerca della verità. I tratti in punta di pennello non sono istruzioni, neppure meri dati, informazioni, ma una visione di forme che si affacciano oltre il velo dell’ovvietà. Il senso autentico delle cose si ricompone, prende forma, la vita è vissuta nell’essenziale. (Andopa)

Acquerelli di Angelo Pagano
Sguardo prospettico, L’abside del Duomo, Milano, ,cm 40x50, 2009
Suggestioni, Alzaia Naviglio Grande, Milano,cm 40x50, 2009
Il tempio del benessere, Villa Reale, Milano, cm 50x70, 2009
Intervista all'artista:
In occasione della Mostra di Pittura-Collettiva “Milano: Città in vetrina” Sassetti Cultura - L’Isola d’Arte, Andopa, dialoga con l’artista ricostruendo l’universo dei suoi riferimenti estetici. Angelo Pagano è affascinato da Monet, si appassiona a Cézanne, è sedotto da Sisley e si fa coinvolgere da Chagall fino a De Pisis.I suoi soggetti spaziano dalla prospettive urbane, alle oasi verdi dei parchi cittadini, alle vallate delle prealpi padane, vivendo così il contrasto degli opposti: città e campagna, molti e pochi, realtà e sogno. Le sue opere toccano le corde sensibili dell’animo dell’osservatore; i suoi acquerelli raccontano con la sincerità del bambino-adulto la meraviglia nell’ indagare ed esplorare la realtà andando oltre il vissuto quotidiano, inoltrandosi nel mondo spirituale alla ricerca della fonte che possa alimentare l’anima con poche e rare gocce di felicità. (Andopa)




L’artista non i limita a tratteggiare i dettagli di una realtà oggettiva, visibile, che si mostra a chi la osserva, ma con tocchi brevi e immediate pennellate evoca nella sintesi interpretativa la grandiosità dell’architettura gotica della suggestiva mole del Duomo. La miriade di cuspidi, le innumerevoli statue di marmo scolpite e decorate, le numerose guglie, i contrafforti e i bassorilievi della facciata, i ricchi ricami degli archi pensili, le grandi vetrate colorate, si fondono in una suggestiva foresta ricca di alberi e giardini marmorei che vivono magicamente nell’atmosfera azzurra dell’accogliente cielo milanese.
4–Milano,Piazza Cairoli, il monumento a Garibaldi e il Castello Sforzesco, 2008, acquerello,31x46
5– Milano, Il Duomo e i Caffè di Via Mercanti, 2008, acquerello,31x46
6–Milano, L’ellisse del Cordusio e il Palazzo delle Assicurazioni, 2008, acquerello,31x46



Le coinvolgenti scenografie delle strutture urbane della gloriosa capitale dell’Impero Austro-Ungarico, sono evocate da forme, linee, forti chiazze di colore, tratti pastosi sempre in tensione tra di loro, tesi alla ricerca di equilibrio tra pulsioni e pensieri. Le composizioni tendono, in questo vissuto, a sottolineare da un lato le evidenti emozioni scaturite dall’armonia cromatica del paesaggio e dall’altro ad evidenziare un dinamismo espressivo interiore evocato da forti coloriture e da tocchi di pennello a volte decisi a volte problematici. Attratto con entusiasmo dalla superba mescolanza delle architetture gotiche, barocche, rococò, classiche, dai sobri palazzi in stile BiederMeier e dall’estetica dello Jugenstil (liberty austriaco), l’autore, prediligendo il gesto marcato dei tratti geometrici delle strutture urbane, pare alluda, nelle sue rappresentazioni, ad un sorta di estetismo decorativo a completamento e ornamento dell’opera stessa.
Rassegna Arti visive Maggio-Giugno 2008 - ArteCultura - Milano -BreraRecensione dell’opera
In questa ritmata immagine ad acquerello Angelo Pagano coglie un attimo particolare dell’affascinante realtà di Parigi. Pittura, quella dell’artista, che diventa pura sensazione, con la dimensione plastica e disegnativa che poeticamente si scioglie nel rapido trapasso dei toni. L’artista dimostra gusto e sensibilità per il colore e la luce.
(Dr.Teodosio Martucci-Artecultura-Milano-Brera)
....predilige in particolare la magia e il fascino della città più romantica del pianeta, dove, quando possibile, si trasferisce per dipingere ‘en plein air” nei posti più suggestivi, più singolari e caratteristici. Amante dei forti contrasti tende a trasferire nelle sue opere, il clima e i colori della amata Parigi, dove il paesaggio urbano si rende visibile e trasparente per essere vissuto al di là della realtà in un’ atmosfera evanescente e trascendente. L’ ascolto delle diverse sonorità della musica di Claude Debussy e di Maurice Ravel completano il soggiorno parigino.
Parigi - Place du Tertre e le Sacrè Coeur, 2007…la ricerca dell’artista si sviluppa nel cercare di rappresentare le emozioni e le sensazioni raccolte nel confronto con il paesaggio urbano, percorrendo le strade, le piazze, i vicoli e i boulevard del la città,... i soggetti rappresentati alludono ad un mondo poetico, espressione di un sogno; il tratteggio del paesaggio è la metafora che riconduce alla consapevolezza di poter vivere una realtà lontana dalle convenzioni..




Le origini
Cascine lombarde, Trenno (MI),
Nato a Milano, fin da giovane, mostra una marcata passione per il disegno e si avvicina alla pittura con grande entusiasmo. Studia disegno e frequenta corsi di pittura con docenti dell'Accademia di Brera partecipando a seminari di Storia dell’Arte. Predilige l'acquerello ed espone a mostre organizzate da Associazioni Culturali e Istituzioni sociali. Versatile e creativo partecipa a concorsi di grafica pubblicitaria e si propone anche come redattore di articoli di cronaca e commenti delle attività sociali e culturali. Dopo un lungo periodo di eclissi, dovuto agli impegni professionali, la passione per l'espressione figurativa riemerge, frequenta Corsi di aggiornamento proposti da accademici di Brera perfezionando le tecniche dell' watercolours, lo studio del paesaggio, la prospettiva, il lavoro di osservazione, l’immaginazione e la dimensione valoriale. Durante i frequenti soggiorni nelle Orobie Bergamasche e i viaggi nelle maggiori capitali europee Parigi, Vienna, Amsterdam, ritrova la sua massima espressività così da riprendere ad esporre e commentare i suoi paesaggi vissuti. Desideroso di percorrere nuovi sentieri di conoscenza, intraprende un nuovo percorso di ricerca rivolgendosi alle suggestive vedute milanesi, delle città e dei borghi lombardi.